venerdì 29 febbraio 2008

DOPO IL SEMAFORO.

Arrivo con il taxi in quattro minuti e lui è già li che mi aspetta, probabilmente telefona quando si trova per strada, mi fermo con la portiera posteriore proprio in corrispondenza della sua figura con la sigaretta in bocca.
Appena sente il motore al minimo dell'auto ferma davanti a lui butta la cicca e si muove verso la giusta direzione, trova la maniglia prima che io possa solo pensare di togliermi la cintura di sicurezza e dopo poco è a bordo.
" NON VEDENTE " è l'annotazione allegata alla sua chiamata .
Non è la prima volta che lo accompagno e l'indirizzo lo so già, dopo i convenevoli gli chiedo solo la conferma che sia sempre lo stesso.
Partiamo ed ho l'impressione che lui sappia sempre o quasi dove ci troviamo, molto meglio di alcuni clienti dotati di vista.
Quando arriviamo a destinazione chiede sempre di essere lasciato in un punto preciso, "dopo il semaforo", da li in poi se la cava da solo.
Gli basta sapere di essere nel posto giusto dal quale trova i suoi punti di riferimento, è importante infatti chiede conferma prima di scendere " siamo dopo il semaforo ? ".
La fiducia è essenziale, come i punti di riferimento e il suo bastone per trovarli.
Una mattina qualcuno legò una bicicletta al semaforo e lui ci andò a sbattere violentemente ma senza gravi danni, non feci nemmeno in tempo a chiedergli se andava tutto bene che dopo solo un attimo di smarrimento ritrovò il muro del palazzo e riprese il cammino magari chiedendosi che diavolo era quella cosa contro cui aveva sbattuto oppure se il tassista lo aveva lasciato nel posto giusto o magari imprecando contro il suo handicap.
Buona giornata Leo.

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