I potenziali effetti della salute derivanti dall’inquinamento atmosferico delle grandi aree urbane sono stati oggetto di molti studi e non vi è dubbio che l’inquinamento atmosferico rappresenti un rischio per la salute umana.
E’ stato riscontrato un aumento del tasso di mortalità associato ad un brusco innalzamento, concentrato nel tempo e nello spazio, della concentrazione di inquinanti atmosferici. La parte di popolazione più colpita in questi casi è quella considerata a rischio: anziani, bambini, individui già colpiti da malattie respiratorie.
Le misure adottate in questi ultimi anni cercano di intervenire per prevenire episodi di inquinamento acuto, mentre si stanno concentrando gli studi e l’interesse sulla valutazione degli effetti sulla salute dell’esposizione per lungo tempo a concentrazioni di inquinanti non elevate. Tra gli effetti a lungo termine risultano prevalere patologie associate all’apparato respiratorio ( bronchite cronica, asma, enfisema) e alcune forme di neoplasie maligne ( cancro al polmone, leucemie).
I principali inquinanti e i loro effetti sulla salute
Biossido di azoto (NO2) Gli ossidi di azoto sono un gruppo di gas reattivi che contengono azoto e ossigeno in quantità variabile. Oltre a essere un inquinante primario gli ossidi di azoto intervengono nella formazione dell’ozono in bassa atmosfera. Sorgenti: processi di combustione derivanti da autoveicoli, impianti di riscaldamento e impianti industriali. Il maggior contributo è dato dal traffico autoveicolare e, in ordine decrescente, da: diesel pesanti, autovetture a benzina, diesel leggeri e autovetture catalizzate. Effetti sulla salute: riduzione della funzionalità respiratoria e dei meccanismi di difesa polmonari, più evidenti nei soggetti bronchitici ed asmatici, negli anziani e nei bambini.Gli effetti nocivi insorgono dopo svariate ore dalla cessazione all’esposizione. L’esposizione di breve durata favorisce anche l’insorgenza di fatti infiammatori delle mucose delle vie aeree superiori; l’esposizione protratta facilita le infezioni respiratorie profonde. Il valore di attenzione per la salute umana è stato fissato a 200 µg/m3, il livello di allarme è invece di 400 µg/m3, misurati su tre ore consecutive. Per salvaguardare la salute della fasce di popolazione più a rischio si dovrebbe mantenere una media annua di concentrazione al di sotto dei 40 µg/m3.
Monossido di carbonio (CO) Composto inodore e incolore che a temperatura ambiente è gassoso Sorgenti: il Co presente nell’aria deriva da fonti naturali ( ossidazione metano in atmosfera, attività vulcanica, emissione da parte degli oceani, incendi di foreste) e antropiche:processi di combustione in carenza di ossigeno, situazione che si verifica in vario grado nei motori degli autoveicoli, negli impianti di riscaldamento e negli impianti industriali. In particolare il traffico veicolare emette il 70% delle emissioni totali. Un’altra fonte estremamente significativa è rappresentata dal fumo di sigaretta. Effetti sulla salute: legandosi all’emoglobina del sangue al posto dell’ossigeno, impedisce il trasporto ai tessuti di quest’ultimo e determina stato di asfissia. I suoi effetti sono soprattutto a carico dell’apparato cardiovascolare (ipertensione, infarto), del sistema nervoso (obnubilamento fino alla morte nei casi di intossicazione grave) e del feto (ridotto accrescimento).
Polveri sospese e PM10 Sono goccioline liquide e particelle solide volatili. I PM10 sono particelle che hanno diametro inferiore ai 10 micron. Sorgenti: le fonti del particolato fine posso essere dirette o indirette, nelle prime rientrano il traffico autoveicolare (comprese le particelle emesse dall’abrasione dei freni,dei pneumatici e dall’usura del manto stradale), le industrie e il riscaldamento e ogni fonte di combustione, nelle seconde fanno parte le trasformazioni chimiche dei gas aerodispersi. La pioggia ha un effetto depurante sulla concentrazione delle particelle, la nebbia, al contrario ne favorisce l’aumento. Effetti sulla salute: recenti studi hanno evidenziato un ruolo preminente delle polveri nel produrre effetti dannosi. L’azione nociva delle polveri varia in rapporto alle dimensioni delle particelle: quelle con diametro superiore a 30 micron vengono trattenute nella parte alta dell’albero respiratorio ed espulse con colpi di tosse; quelle con diametro inferiore a 3 micron raggiungono direttamente gli alveoli polmonari ove si arrestano. Le più nocive sono quelle con diametro intorno a 1 micron che si fissano sugli alveoli. L’azione nociva è in parte dovuta all’azione diretta sulla mucosa dell’albero respiratorio e sugli alveoli, in parte è indiretta e conseguente a gas assorbiti e/o particelle di metalli pesanti tossici (piombo) e di idrocarburi policiclici aromatici adsorbite alla superficie delle particelle stesse. L’aumento della concentrazione atmosferica di polveri determina un aumento della mortalità e dei ricoveri ospedalieri prevalentemente per disturbi dell’apparato respiratorio. La normativa italiana fissa come valore giornaliero per la salvaguardia delle salute 50 µg/m3 ( in media sulle 24 h) e come obiettivo di qualità annuale una media di 40 µg/m3.
Biossido di Zolfo (SO2) Gas incolore , odore pungente e irritante. Sorgenti: uso di combustibili fossili (carbone e derivati del petrolio).Negli ultimi 10 anni si è osservata una netta tendenza alla diminuzione delle emissioni di SO2, attribuibile alle modifiche nel tipo e nella qualità dei combustibili usati a minor contenuto di zolfo.Un contributo determinante per la diminuzione di emissioni di SO2, è stato fornito dalla larga diffusione della metanizzazione. Effetti sulla salute:solitamente esercita i suoi effetti nocivi sulla parte alta dell’apparato respiratorio, sciogliendosi nel muco. In associazione alle polveri e particelle liquide, nelle quali viene assorbito, può raggiungere gli alveoli polmonari sui quali esercita direttamente una azione tossica ben più grave.Provoca crisi asmatiche, in particolare nei soggetti che già soffrono di asma bronchiale
Benzene (C6H6) E’ un idrocarburo aromatico volatile e la sua presenza in atmosfera è dovuta alle attività umane, in particolare all’uso di petrolio. Sorgenti: Emissioni dei veicoli a motore ( a benzina) e perdite per evaporazione durante la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti petroliferi. Il benzene è contenuto in concentrazione abbastanza elevata anche nel fumo di sigaretta. Effetti sulla salute: Penetra nell’organismo soprattutto per inalazione ed è assorbito nel sangue in percentuale tra il 28 e il 50% della parte inalata. E’ classificato fra le sostanze di accertata cancerogenicità dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (I.A.R.C.). Numerosi studi effettuati su lavoratori esposti a benzene hanno dimostrato un’aumentata incidenza di leucemia; esperimenti su animali hanno confermato l’azione cancerogena del benzene.
Ozono (O3) Gas incolore e inodore, fortemente reattivo-. Sorgenti:L’ozono presente nella bassa atmosfera, non è un “inquinante primario”, cioè non viene direttamente immesso in atmosfera ma deriva da reazioni chimiche favorite dalla forte radiazione solare. I precursori dell’ozono sono soprattutto gli ossidi di azoto. Data la necessaria presenza di radiazione solare per ottenere ozono, questo è considerato soprattutto un inquinante “estivo”. Le più alte concentrazioni di ozono si rilevano nei mesi più caldi dell'anno e nelle ore di massimo irraggiamento solare mentre nelle ore serali l'ozono diminuisce. L’ozono è poi trasportato dal vento lontano dalla zone urbane dove si forma, in zone suburbane, quindi per un suo corretto monitoraggio occorre andare a valutare la concentrazione del gas nelle zone più periferiche della città. Effetti sulla salute: questo inquinante genera azione irritante sulle mucose, in particolare delle vie respiratorie.Si concentra prevalentemente nei tessuti della parte terminale dell’albero respiratorio tra bronchioli e alveoli, ove esercita la sua intensa azione ossidante; passa nel sangue solo in minima quantità.Aumenta la frequenza degli attacchi asmatici e dei disturbi respiratori, soprattutto nei soggetti più sensibili.Inoltre l’ozono potenzia gli effetti nocivi di altri inquinanti atmosferici, in particolare idrocarburi, polveri, piombo e biossido di azoto. La nuova normativa europea pone come valore per la protezione della salute umana 180 µg/m3 per esposizioni di un’ora e come valore di allarma 240 µg/m3 (abbassando il precedente valore di 360µg/m3). Sulle otto ore si è fissata una media di salvaguardia della salute di 120 µg/m3. |
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